SABRAMAELIN (#VH2)

6 settembre 1890

Stephan Van Helsing è ormai certo che a spingere suo padre Abraham a lasciare la città non vi sia alcun male soprannaturale, solo un’alienazione senza freno. Deciderà di partire per trovarlo al più presto e sottoporlo a cure adatte a riportarlo alla lucidità mentale che tanto lo ha contraddistinto nel corso della sua vita e brillante carriera da medico. L’ora però è tarda, la notte stranamente gelida e inclemente, Stephan rimanderà la partenza per l’Inghilterra alle prime luci dell’alba. Nell’attesa continuerà la lettura delle memorie dei suoi antenati, che lo attirano magneticamente a loro.

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Un tono di voce che colpì profondamente Boudjiewin, che senza rispondere si limitò a chiudere gli occhi lasciandosi sopraffare dalla vergogna. «Ora sapete, Leda, conoscete il mio segreto» disse melanconico Boudjiewin. «Lo spregevole prezzo che ho pagato per aver posato gli occhi sulla Porta Rossa, per aver camminato nel fiume di sangue che fluiva dalla sua sottile soglia.»

Sono passati ben otto anni dalle vicende narrate da Boudjiewin Van Helsing nel suo diario. Amsterdam è cambiata, Boudjiewin è cambiato. Dell’uomo che era un tempo rimane solo la ferrea forza di volontà e alcune certezze maturate durante il suo errare di cui parla mal volentieri. Le forze oscure nel loro eterno operare e persino Gonnarath, la morte personificata, lo piegheranno ad affrontare il suo destino. Nuovi compagni d’avventura, nuovi intrighi e inganni che amplieranno la visione che Boudjiewin ha della realtà che lo circonda, facendogli comprendere che i vampiri possono essere considerati un male minore. 

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